Mercato del lavoro in Italia: il fabbisogno occupazionale nei prossimi 5 anni sarà di 3,8 milioni di lavoratori

Il report sul fabbisogno occupazionale in Italia tra il 2023 e il 2027 prevede una ricerca di quasi 4 milioni di lavoratori da parte delle imprese e della Pubblica Amministrazione, di cui il 57% saranno dipendenti privati. Turismo e Commercio i comparti che avranno maggiore necessità di personale.

Data:

26 Aprile 2023

Tempo di lettura:

2 min

Il report sul fabbisogno occupazionale in Italia tra il 2023 e il 2027 prevede una ricerca di quasi 4 milioni di lavoratori da parte delle imprese e della Pubblica Amministrazione, di cui il 57% saranno dipendenti privati. Turismo e Commercio i comparti che avranno maggiore necessità di personale.

Imprese sempre più in difficoltà nella ricerca di dipendenti, a stimarlo è il report sulle “Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine” firmato Unioncamere e Anpal, aggiornato al quinquennio 2023-2027.

La difficoltà di reperimento del personale già nel 2022 ha riguardato il 40% delle assunzioni e tenderà ad aumentare ulteriormente anche per l’accelerazione della domanda attesa come effetto degli investimenti del PNRR e per il trend demografico.

Secondo le previsioni il settore pubblico e privato avranno bisogno di circa 3,8 milioni di lavoratori, il 72% dei quali (2,7 milioni) dovranno sostituire gli occupati in uscita dal mercato del lavoro. L’espansione economica porterà ad una crescita dello stock occupazionale di 1 milione di lavoratori e determinerà il restante 28% della domanda.

Esaminando il dettaglio dei dati, si osserva che i dipendenti privati copriranno più della metà del fabbisogno, con una quota stimata intorno al 57%, gli indipendenti poco più del 23%, mentre il peso del comparto pubblico si attesterà a poco meno del 20%. 

E le filiere che richiederanno più lavoratori saranno quelle del commercio e del turismo, dei servizi pubblici e privati, della salute, della formazione e della cultura, della finanza e della consulenza e delle costruzioni e delle infrastrutture.

Per quanto riguarda la formazione, si prevede che il 34,3% della domanda di lavoro richiederà una formazione terziaria, mentre il 48,1% richiederà una formazione secondaria superiore di tipo tecnico-professionale.

Inoltre, si prevede un aumento della richiesta di competenze digitali e green, necessarie per soddisfare gli obiettivi del PNRR. Ciò potrebbe creare uno skill gap nel mercato del lavoro, con la necessità di investire maggiormente nella formazione dei lavoratori per ridurre gli effetti negativi causati da una carenza di dipendenti e/o competenze adeguate.

In conclusione il report sottolinea la necessità di investire nella formazione e nel reclutamento dei lavoratori al fine di affrontare le sfide del mercato del lavoro e delle transizioni tecnologiche e ambientali. Questo è fondamentale per garantire la competitività dell’economia italiana e la qualità della vita dei cittadini, e andrebbe ad agire positivamente sul mismatch che esiste tra domanda e offerta di lavoro, costato una perdita di valore aggiunto di 38 miliardi di euro nel 2022.

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