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Guida all'imprenditorialità

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Indice

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Chi è un imprenditore?

C'è un qualche cosa che sai fare meglio di tutti gli altri e lo vorresti trasformare nella tua impresa? Hai avuto l'idea perfetta per un business innovativo e senti di avere l'energia necessaria per provare a realizzarlo? Bene! Sicuramente avrai moltissime domande: questa breve guida ti permetterà di trovare le prime risposte e ti darà riferimenti utili per tutte le altre.

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Chi è un imprenditore?

Sicuramente sapresti rispondere a questa domanda, ma partiamo dalle basi: per farlo utilizziamo il Codice Civile. “E' imprenditore chi esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi” (art. 2082 c.c.). Il codice differenzia in base al tipo di attività svolte due figure fondamentali di imprenditore: l'imprenditore commerciale e l'imprenditore agricolo.

Quindi, è imprenditore chi avvia e gestisce una propria attività economica che ha come obiettivo quello di produrre beni o servizi in maniera professionale. Per farlo, molto spesso, deve avvalersi dell'aiuto di altri, assumendo persone alle proprie dipendenze o collaborando con esse: per queste, l'imprenditore si assume una responsabilità dal punto di vista della loro salute e sicurezza, ma anche dal punto di vista economico. Infatti, si impegna a corrispondere loro uno stipendio adeguato e costante.

Il concetto di responsabilità nell'attività imprenditoriale è molto importante: chi fa impresa, è responsabile anche nei confronti dei propri clienti, dei fornitori, delle banche, dei soci. E in senso più ampio, anche nei confronti della società e dell'ambiente che si impegna a non compromettere con le proprie attività, ma anzi deve contribuire a sviluppare in maniera sostenibile. Può non sembrare immediatamente intuitivo, ma fare l'imprenditore ha anche un risvolto etico.

Fare impresa

Abbiamo parlato di “fare impresa” ,ma che cosa vuol dire più in concreto? Per la legge italiana, chi fa impresa svolge un'attività economica per la produzione e la commercializzazione di beni o servizi rivolti ad un pubblico che in cambio offre un corrispettivo in denaro.

Facciamo un po' di chiarezza sul linguaggio che stiamo usando. Comunemente, termini come “impresa”, “azienda” e “ditta” sono usati come sinonimi. Ma in ambito giuridico sono tre cose ben differenti:

  • l'impresa è l'attività svolta dall'imprenditore

  • l'azienda è lo strumento necessario per svolgere tale attività (es. i locali, i mobili, i macchinari,etc.)

  • distingue dalle concorrenti (così come le persone devono avere un nome e un cognome, ogni impresa deve avere una ditta).

Per avere successo, è necessario che chi fa impresa organizzi mezzi e persone in un processo produttivo che porti a generare un' offerta tale da soddisfare la domanda di mercato. Prevedere se e quanto il mercato chiederà il bene e servizio prodotto è un'abilità chiave che comporta per l'imprenditore l'accettazione di un margine di incertezza, a volte molto alto. Sbagliare una previsione comporta potenziali perdite. Per questo si parla di rischio d'impresa.

Come corrispettivo per questo rischio, l'imprenditore potrà ottenere il suo profitto, corrispondente al reddito residuale. Nel caso in cui la previsione si rivelasse errata, l'imprenditore subisce l'onere di aver organizzato la produzione in modo inadeguato e di dover pagare comunque, i proprietari dei fattori produttivi (cioè chi gli ha fornito il capitale e chi vi ha lavorato).

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Si può essere imprenditori anche all'interno di un'azienda?

In una certa misura sì, l'innovatività e lo spirito di intraprendenza tipici di un imprenditore possono essere messi in campo anche in un contesto aziendale. O per meglio dire: se senti di avere queste doti, non è necessario che tu crei una tua azienda, potresti metterle a servizio di un'impresa esistente.

È la differenza che in lingua inglese contrappone entrepreneurship e intrapreneurship. Proviamo a spiegarla mettendo in comparazione i due concetti con una tabella.

Definizione

Si parla di entrepreneurship quando si avvia e gestisce una propria attività economica, al fine di produrre beni o servizi in modo professionale

Si parla di intrapreneurship quando si lavora all'interno di un'organizzazione esistente per migliorarne prestazioni economiche e finanziarie. L'innovatività è all'interno di un sistema già esistente.

Vantaggi

  • Sei indipendente

  • Puoi essere originale e scegliere cosa fare

  • È emozionante e avventuroso e ci sono molte possibilità aperte

  • Decidi tu il tuo salario

  • Lavori in un ambiente conosciuto e rischi di meno

  • Usi le risorse, il nome e le competenze dell'organizzazione

  • Hai accesso ai clienti e alle infrastrutture aziendali

Svantaggi

  • Sicuramente, è una situazione è stressante

  • Le entrate sono incerte

  • Ci sono pochi benefici quando l'impresa è nuova e bisogna dedicare molte ore di lavoro

  • Hai tu la responsabilità delle decisioni

  • La ricompensa potrebbe essere inferiore alle aspettative

  • L'innovatività potrebbe non trovare molto spazio

  • Non sei il tuo capo

Insomma, quale tra le due possibilità alternative è il modo migliore per mettere a frutto il tuo spirito imprenditoriale? Non c'è una scelta giusta per tutti e solo tu puoi individuare la scelta giusta per te: in base alla tua voglia di metterti in gioco in prima persona, e di costruire qualcosa che sia unicamente tuo.

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Che differenza c'è tra imprenditore e startupper?

Si parla moltissimo di startup, e si potrebbe arrivare a pensare che essere un imprenditore equivalga essere uno startupper: è veramente così?

Le startup

Anche per rispondere a questa domanda, è meglio partire dalla base: che cos'è una startup? Si tratta di un'impresa con caratteristiche particolari: è un'organizzazione temporanea, che ha al centro del proprio modello di business l'innovazione di processo o di prodotto, ed è progettata per ideare un business model ripetibile e scalabile.

Detto così, potrebbe essere non chiaro, quindi entriamo nel dettaglio queste caratteristiche:

  • È temporanea perché per essere definita tale, una startup deve essere nella fase del suo primo sviluppo. Poi dovrebbe trasformarsi in un'azienda vera e propria

  • È innovativa (per la legge italiana questa è la vera caratteristica di una startup!) perché offre prodotti e servizi che risolvono un problema non ancora risolto o soddisfano un bisogno che fino ad oggi nessuno aveva mai soddisfatto, mettendo in campo un alto valore tecnologico

  • Sviluppa un modello di business ripetitivo, perché lo si può applicare in mercati anche diversi da quello iniziale, e scalabile, perché può crescere molto velocemente utilizzando le risorse disponibili.

La tua idea imprenditoriale ha le potenzialità per dar vita ad un'impresa con queste caratteristiche? Scopri i requisiti necessari a diventare una startup sul sito del Registro Imprese della Camera di Commercio.

Vuoi saperne di più sul mondo delle startup? Ecco due punti di partenza molto utili: startupgeeks.it e sprintlab.it/blog/startup/

Le imprese sociali

Visto che siamo in tema di tipologie di impresa: hai mai sentito parlare di imprese sociali? L'Impresa Sociale è un'organizzazione privata che esercita in via stabile e principale un'attività economica di utilità sociale,quindi senza scopo di lucro e per finalità di interesse generale.

Unisce due mondi: quello dell'attività d'impresa e quello della produzione di beni e servizi di utilità sociale. Non è una nuova forma giuridica, ma una qualifica che viene attribuita, a determinate condizioni, a forme giuridiche già esistenti, e cioè:

  • ad organizzazioni di carattere non imprenditoriale: associazioni, fondazioni, comitati;

  • ad organizzazioni di carattere imprenditoriale: società (di persone, di capitali, cooperative) e consorzi.

L'impresa sociale ha come per oggetto l'erogazione di beni e/o servizi di utilità sociale: ad esempio l'assistenza sociale, l'assistenza sanitaria, l'educazione, la tutela dell'ambiente, la valorizzazione del patrimonio culturale. Non può ridistribuire gli utili o gli avanzi di gestione e deve favorire l'inclusione lavorativa dei soggetti disabili o svantaggiati.

Ti interessa il mondo del non profit? Un buon punto di partenza per farti un'idea è il sito italianonprofit.it.

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Basta un'idea a diventare imprenditore?

Dati i rischi che caratterizzano il fare impresa, è fondamentale che la decisione sia fondata su una buona idea imprenditoriale e su questo non si può improvvisare. Non conta tanto che sia originale (anche se spesso le iniziative di maggior successo sono proprio quelle più innovative), quanto la sua realizzabilità. Quand'è che un'idea è realizzabile? Quando l'imprenditore produce in base alle esigenze del consumatore e non quando produce qualunque cosa - anche se di qualità - e poi cerca di venderla al consumatore.

L'idea imprenditoriale dovrebbe nascere grazie all'osservazione della realtà in cui si vive e corrisponde alla percezione di uno spazio di mercato che potenzialmente può essere occupato. L'idea deve rispondere ad un bisogno tramite l'offerta di prodotti o servizi. Una volta individuata, è necessario poi verificarla nel concreto per rendersi conto se può portare alla nascita di un'impresa di successo.

Il mindset imprenditoriale

Quindi, senza un'idea imprenditoriale di valore non si può partire, ma siamo sicuri che un'idea sia sufficiente per diventare imprenditori? Ovverosia, che cos'altro mi può aiutare nel fare impresa? La risposta è certamente il giusto mindset.

Ci sono caratteristiche come la creatività, l'innovazione e la propensione al lavoro autonomo, doti personali e altre competenze trasversali come la proattività e la capacità di valutare i rischi e assumersi, che sono alla base di una mentalità e di un comportamento imprenditoriale.

Se n'è occupata la Commissione Europea che ha studiato e razionalizzato le competenze imprenditoriali attraverso il quadro di riferimento dell'EntreComp (Entrepreneurship Competences). Si tratta di un ponte tra i mondi dell'educazione e del lavoro, suddiviso in 3 macroaree composte da 15 competenze chiave. Eccole.

Macroarea 1: Idee ed opportunità

  • 1.1 Riconoscere le opportunità: usare la propria immaginazione e abilità per trovare opportunità e creare valore

  • 1.2 Creatività: sviluppare idee creative e propositive

  • 1.3 Visione: lavorare seguendo la propria visione del futuro

  • 1.4 Dare valore alle idee: sfruttare al meglio idee e opportunità

  • 1.5 Pensiero etico e sostenibile: valutare le conseguenze e l'impatto di idee, opportunità e azioni

Macroarea 2: Risorse

  • 2.1. Autoconsapevolezza e autoefficacia: credere in sé stessi e continuare a crescere

  • 2.2. Motivazione e perseveranza: concentrarsi e non rinunciare

  • 2.3 Mobilizzare le risorse: ottenere e gestire le risorse di cui si ha bisogno

  • 2.4 Conoscenze economico-finanziarie: sviluppare un know how economico e finanziario

  • 2.5 Mobilizzare gli altri: ispirare e coinvolgere gli altri

Macroarea 3: Passare all'azione

  • 3.1 Prendere le iniziative: essere proattivi

  • 3.2 Pianificazione e gestione: elencare le priorità, organizzarsi e continuare

  • 3.3 Fronteggiare incertezza, ambiguità e rischio: prendere decisioni che affrontino rischi e incertezze

  • 3.4 Lavorare con gli altri: fare squadra, collaborare e restare connessi

  • 3.5. Imparare dall'esperienza: imparare facendo

Pensi di possedere alcune o tutte queste competenze? Per saperlo, perché non provi l'OrientaGame di excelsiorienta: inizia dall'isola delle competenza, dove tra le competenze trasversali troverai un approfondimento sulle EntreComp che ti aiuterà a capire se la tua scatola degli attrezzi è già completa per affrontare il mondo dell'imprenditorialità.

Vuoi saperne di più? Un buon punto di partenza è il sito italiano del framework EntreComp e il percorso guidato alla creazione di impresa

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Quali competenze mi servono per diventare imprenditore?

Oltre alle molte competenze trasversali già nominate con riferimento ad EntreComp, per fare l'imprenditore occorre altro. Ecco che cosa.

Competenze tecniche

Dal punto di vista tecnico, dobbiamo accertarci di possedere i «ferri del mestiere», cioè il know-how richiesto per svolgere quel particolare tipo di attività: sarà molto difficile avviare un ristorante, un agriturismo o uno studio fotografico senza una qualche esperienza nel ramo.

Dobbiamo quindi potenziare le nostre competenze specifiche dell'oggetto dell'impresa, siano essi beni o servizi del settore produttivo di riferimento. Se non abbiamo mai operato in quel settore, perché non consideri di:

  • effettuare, ove possibile, uno stage presso una o più aziende del comparto;

  • associarsi con persone che hanno già lavorato in quel tipo di attività;

  • frequentare corsi di formazione professionale ad hoc.

Competenze gestionali e commerciali

È indispensabile che l'imprenditore acquisisca ed eserciti in modo efficace ulteriori abilità che dovrà svolgere in prima persona o supervisionare nei propri dipendenti:

  • Contabilità: la corretta gestione della contabilità quotidiana e delle finanze di un'azienda è fondamentale per l'operatività. Occorre ad esempio saper leggere e analizzare i rendiconti finanziari

  • Controllo dei vari flussi aziendali, integrati in un sistema unico di controllo di gestione

  • Gestione del personale: pianificazione, ricerca e selezione, formazione, valutazione, retribuzione

  • Marketing: uso di strategie guidate dai dati, calcolo del ROI (ritorno dell'investimento), gestione delle offerte, gestione del brand, strategie e tecniche operative di marketing offline e online (direct marketing e altro), copywriting

  • frequentare corsi di Strategie per la crescita aziendale: l'analisi della concorrenza e l'identificazione dei modi in cui l'azienda può ottenere un vantaggio competitivo.

Il ruolo chiave del digital

Come sai bene, il web e i social rappresentano uno strumento imprescindibile per qualsiasi iniziativa imprenditoriale, poiché consentono alle persone e dunque alle imprese di entrare in relazione tra loro. Internet non è solo un mezzo di comunicazione, ma è un “canale” che consente alle imprese di essere visibili sul mercato, di promuoversi e di far parte di un luogo d'interazione sociale ed economico.

Il web, dunque, non si deve tradurre in una vetrina di promozione di prodotti e servizi, ma in una risorsa a disposizione delle aziende che, durante qualsiasi fase del proprio ciclo di vita, devono sfruttare le opportunità della rete per valorizzare il proprio business.

Essere presenti sul web, fare rete è una prospettiva nuova e completamente diversa di fare impresa.

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Da dove posso iniziare?

Per valutare la tua propensione e soprattutto le tue attuali attitudini a fare impresa, ecco 10 domande preparatorie. Prova ad assegnarti un punteggio, da 1 a 10: più alto è il valore delle risposte, maggiore è la tua propensione a fare impresa.

  1. Quanto sono capace di investire le energie personali per la realizzazione dei miei progetti?

  2. Quanto sono capace di attendere con pazienza i risultati dei miei sforzi, anche se tardano a venire?

  3. Quanto sono capace a comunicare efficacemente le mie idee agli altri e quanto riesco a negoziare con loro, capendo il loro punto di vista?

  4. Quanto sono capace ad esercitare una funzione di leadership senza autoritarismo, ma con autorevolezza?

  5. Quanto sono convinto di poter causare e controllare quanto mi accade nella vita e nel lavoro?

  6. Quanto riesco a gestire e tollerare lo stress quotidiano?

  7. Quanto riesco a fare le mie scelte in modo autonomo, senza farmi troppo influenzare dai pareri altrui?

  8. Quanto sono propenso a correre rischi e ad affrontare situazioni di incertezza?

  9. Quanto vedo il cambiamento come un'opportunità, piuttosto che come una minaccia?

  10. Quanto riesco a risolvere i problemi in modo creativo, percorrendo vie nuove e inconsuete?

Valutare le proprie attitudini imprenditoriali è un punto di partenza, ma c'è altro da fare. Ecco i tuoi primi 5 passi strategici.

1) Identificare e focalizzare l'idea d'impresa (business idea)

Non esiste una formula certa per giungere alla scelta dell'idea imprenditoriale. Ma gli ingredienti fondamentali per una ricetta vincente sono spirito di osservazione, curiosità e le passioni personali. In estrema sintesi, l'idea imprenditoriale nasce dall'osservazione della realtà in cui viviamo e corrisponde alla percezione di uno spazio di mercato che potenzialmente può essere occupato.

2) Scelte di marketing e analisi di mercato e di prodotto

È indispensabile:

  • orientarsi al mercato: comprendere cioè le esigenze del consumatore e fare il possibile per soddisfarle

  • analizzare il mercato potenziale: è sufficientemente grande? È in espansione? Ci sono molti concorrenti?

  • individuare il tipo di clientela a cui ci vogliamo rivolgere, perché in ragione di ciò può cambiare il nostro modo di presentarci e il tipo di servizio che deve essere reso

  • analizzare il “sistema competitivo”: fornitori e soprattutto i concorrenti.

3) Scegliere modalità di produzione e organizzazione interna

Quali fasi internalizzare e quali esternalizzare? Si parla in tal senso di scegliere se produrre in proprio (make) o comprare da terzi (buy). Tali scelte non riguardano solo i reparti produttivi, ma anche: contabilità, rete di vendita, gestione del magazzino ecc.

Ogni azienda è composta di quattro ingredienti base: risorse materiali (locali, mobili, macchinari, attrezzature, materie prime...); risorse umane (personale); risorse finanziarie; risorse tecnologiche e know- how. Ognuno di questi elementi va organizzato prima e gestito poi.

4) Identificare la forma giuridica e gli eventuali compagni di avventura

Occorre stabilire se si svolgerà l'attività individualmente oppure con più soggetti (persone fisiche) che si riuniscono in un unico soggetto giuridico, per dare vita ad un'impresa di carattere collettivo, costituendo una “realtà societaria”.

Le attività svolte in forma di impresa, richiedono sempre l'iscrizione alla Camera di commercio, nonché l'apertura di una partita Iva e delle relative posizioni fiscali/amministrative/contributive.

L'attività di impresa può essere svolta dal singolo imprenditore (impresa individuale) o da un gruppo di persone (società di persone), riunite in un ente societario, che svolgono insieme l'attività di impresa. Le forme possibili di società di persone sono: società semplice (che non può svolgere attività commerciale), la società in nome collettivo (s.n.c.), la società in accomandita semplice (s.a.s.).

Infine, nella società di capitali, più persone (soci) costituiscono un ente giuridico totalmente autonomo (giuridicamente) apportando, in genere, capitali. Le forme possibili di società di capitali sono: la società a responsabilità limitata (S.r.l.) in diverse tipologie (che saranno meglio descritte nei successivi paragrafi), la società per azioni (S.p.a.), la società in accomandita per azioni (S.a.p.a.).

5) Sviluppare il piano d'impresa (business plan)

Il business plan è un documento scritto che espone tutte le informazioni sul futuro imprenditore, valuta il progetto imprenditoriale e le caratteristiche dell'ambiente in cui si intende sviluppare il progetto. Serve per verificare la reale convenienza del progetto di lavoro autonomo, dal punto di vista commerciale, economico e finanziario. Oltre che per evidenziare i punti di forza e di debolezza del progetto e avere una guida nella gestione successiva all'apertura.

Vuoi saperne di più? Ti può essere utile la guida breve Avviare un'impresa. Percorso guidato alla creazione d'impresa realizzata da SI.CAMERA con l'obiettivo di fornire informazioni utili sul percorso di creazione d'impresa, dal concepimento dell'idea alla sua realizzazione. La puoi scaricare qui.

Tutto chiaro? Bene, ora è il momento di scoprire gli adempimenti necessari all'avvio di un'impresa, attraverso i 5 passi operativi . Quali sono? Trovi tutte le informazioni su: https://www.registroimprese.it/nuova-impresa

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Chi mi può aiutare in questo percorso?

Le Camere di Commercio

Le Camere di Commercio sono al fianco delle imprese e si pongono l'obiettivo di semplificare le procedure amministrative attraverso l'erogazione dei propri servizi.

Gli sportelli per l'imprenditorialità giovanile

Le Camere di Commercio hanno istituito un network nazionale degli Sportelli per l'imprenditorialità giovanile. La rete mette a disposizione dei giovani in modo gratuito attività mirate e integrate di orientamento, formazione, assistenza, accompagnamento e supporto espressamente indirizzata a rispondere ai diversi bisogni delle startup e post startup. Favorisce anche la conoscenza e l'eventuale accesso a strumenti di credito e microcredito o agli incentivi pubblici nazionali e regionali. Fai riferimento alla Camera di Commercio del tuo territorio per saperne di più.

Gli incubatori e gli acceleratori di impresa

Chi progetta di creare un'impresa può ricevere informazioni, consigli utili e assistenza tecnica, rivolgendosi a strutture competenti e affidabili. Tra queste, gli incubatori e gli acceleratori d'impresa sono programmi progettati per sostenere l'avvio o accelerare lo sviluppo di imprese attraverso una serie di risorse e servizi. Per individuare un incubatore certificato dal MISE, ecco di nuovo in aiuto il Registro Imprese.

Il Progetto Excelsior

Il Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Anpal è un valido strumento per orientare i giovani nella scelta del proprio percorso formativo verso il mondo del lavoro. Fotografa da un lato i fabbisogni espressi dalle imprese e dall'altro le opportunità offerte dalla filiera formativa tecnico-professionale, dall'istruzione tecnica superiore (ITS) e dai percorsi anche universitari dell'area STEAM (Science, Technology, Engineering, Art, Mathematics). Gli studenti possono usare, quindi, questa mappa delle opportunità che può aiutarli a decidere cosa fare nel loro futuro. Tra gli strumenti che il Progetto Excelsior mette a disposizione, puoi trovare utili informazioni sul mondo delle nuove imprese nella pubblicazione annuale dedicata alle Nuove imprese.

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