Settore primario in crescita: nel 2025 sono oltre 431 mila le entrate programmate tra agricoltura, silvicoltura e pesca. Un’opportunità da conoscere per studenti, docenti e famiglie.
Il settore primario si conferma una realtà importante per l’occupazione in Italia e continua a offrire opportunità concrete a chi si affaccia al mondo del lavoro. Secondo il Sistema Informativo Excelsior, nel 2025 le imprese di agricoltura, silvicoltura, caccia, pesca e acquacoltura hanno programmato 431.510 nuovi ingressi, pari al 7,4% del totale delle entrate previste nell’anno, con una lieve crescita rispetto al 2024.
Si tratta di un dato che racconta un settore spesso associato alla tradizione, ma che oggi continua a essere strategico per l’economia e per i territori. La domanda di lavoro riguarda quasi nella totalità l’area di agricoltura, silvicoltura e caccia, che assorbe il 98% delle entrate programmate, mentre il restante 2% interessa pesca e acquacoltura.
A guidare la richiesta di personale sono soprattutto le coltivazioni ad albero, con oltre 166 mila ingressi, e le coltivazioni di campo, con circa 135 mila, seguite dai servizi connessi all’agricoltura, che sfiorano le 49 mila entrate. Numeri che mostrano quanto il settore primario abbia ancora un ruolo centrale nella produzione, nella trasformazione e nella valorizzazione delle risorse del Paese.
Un altro elemento importante riguarda la struttura delle imprese: oltre la metà della domanda di lavoro, il 54,1%, arriva infatti dalle microimprese con meno di 10 dipendenti, mentre il 30% è espresso da aziende tra 10 e 49 addetti. In altre parole, più di 8 opportunità su 10 nascono nelle realtà di minori dimensioni, spesso fortemente radicate nei territori.
Per studenti, docenti e famiglie questo significa guardare al settore primario con uno sguardo nuovo: non solo fatica e stagionalità, ma anche possibilità di inserimento lavorativo, crescita professionale e legame con filiere fondamentali come agricoltura, allevamento, florovivaismo e servizi agroalimentari. Un comparto da conoscere meglio, anche in chiave orientativa, perché può offrire sbocchi concreti a chi vuole costruire competenze spendibili nel mondo del lavoro.
Fonte: Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior, Imprese del settore primario, 2025, pp. 20-23.