Digitale e green: le competenze che aprono la strada al lavoro di domani
Secondo le previsioni del Sistema Informativo Excelsior, tra il 2025 e il 2029 il mercato del lavoro italiano potrà richiedere fino a 3,7 milioni di lavoratori. A fare la differenza saranno soprattutto competenze digitali e green: intelligenza artificiale, dati, cybersecurity, automazione, sostenibilità e risparmio energetico. Per studenti, famiglie e docenti, il messaggio è chiaro: il futuro del lavoro sarà sempre più tecnologico, sostenibile e trasversale.
Il mercato del lavoro cerca nuove competenze
Tra il 2025 e il 2029, il fabbisogno occupazionale complessivo in Italia è stimato tra 3,3 e 3,7 milioni di occupati. La quota più rilevante riguarderà i servizi, con una domanda compresa tra 2,4 e 2,7 milioni di lavoratori, mentre l’industria potrà richiedere tra 755mila e 873mila occupati.
Le filiere con i fabbisogni più elevati saranno commercio e turismo con fino a 702mila lavoratori, altri servizi pubblici e privati con oltre 543mila, salute con circa 443mila, formazione e cultura con oltre 421mila e finanza e consulenza con circa 420mila. Accanto a queste, restano strategiche le filiere più legate alla trasformazione tecnologica e produttiva: costruzioni e infrastrutture, meccatronica e robotica, mobilità e logistica, informatica e telecomunicazioni. Anche il PNRR avrà un ruolo importante: nel caso di piena realizzazione degli investimenti, il contributo occupazionale del Piano potrebbe raggiungere 809mila occupati nel quinquennio, con effetti legati anche alla digitalizzazione, alla transizione ecologica e all’innovazione dei servizi.
Digitale: non una competenza per pochi, ma una base per molti lavori
La trasformazione digitale non riguarda soltanto informatici e programmatori. Sempre più professioni richiederanno la capacità di utilizzare strumenti digitali, leggere dati, lavorare con piattaforme online, proteggere informazioni e integrare nuove tecnologie nei processi produttivi e organizzativi.
Secondo Excelsior, nello scenario più favorevole, tra il 2025 e il 2029 saranno richieste competenze digitali a 2,2 milioni di lavoratori, pari a circa il 59% del fabbisogno quinquennale. La richiesta cresce con il livello di specializzazione: riguarderà l’86% delle professioni specializzate e tecniche, il 56% delle professioni impiegatizie e dei servizi e il 22% di operai e professioni non qualificate.
Un dato particolarmente importante riguarda l’e-skill mix: oltre 910mila professionisti, circa un quarto del fabbisogno totale, dovranno integrare almeno due competenze digitali tra competenze digitali di base, utilizzo di linguaggi e metodi matematici e informatici, capacità di gestire soluzioni innovative.
Green skill: la sostenibilità diventa lavoro
La transizione ecologica non è più solo un tema ambientale: entra nei processi produttivi, nella progettazione, nella logistica, nell’edilizia, nella gestione dell’energia e nei servizi.
Excelsior stima che tra il 2025 e il 2029 la capacità di gestire prodotti e tecnologie green interesserà 1,6 milioni di lavoratori a livello intermedio e circa 759mila a livello elevato. L’attitudine al risparmio energetico e alla riduzione dell’impatto ambientale sarà richiesta a circa 2,4 milioni di lavoratori, quasi due terzi del fabbisogno previsto nello scenario più favorevole.
Questo significa che le competenze green non riguarderanno solo tecnici ambientali o ingegneri energetici, ma anche figure dell’edilizia, della meccatronica, della logistica, della produzione, dei servizi e della formazione.
Le professioni più coinvolte dalla doppia transizione
Le professioni digitali e green cresceranno soprattutto dove tecnologia e sostenibilità si incontrano. Tra i profili più collegati alla trasformazione digitale emergono analisti e progettisti di software, amministratori di sistemi, tecnici programmatori, gestori di reti e sistemi telematici, tecnici web, data scientist, specialisti in big data analytics, esperti di cybersecurity, ingegneri e tecnici IoT.
Saranno sempre più importanti anche le figure ibride: ingegneri industriali, gestionali, energetici, meccanici e civili, tecnici esperti in applicazioni, disegnatori industriali, tecnici delle costruzioni civili, professionisti della trasformazione organizzativa e del business, manager e tecnici capaci di integrare tecnologie digitali nei processi aziendali.
Sul fronte green, crescerà il valore di profili capaci di lavorare su efficienza energetica, energie rinnovabili, tecnologie sostenibili, gestione ambientale, sicurezza, qualità, economia circolare e riduzione dell’impatto dei processi produttivi.
Le skill da costruire
Le imprese cercano competenze tecniche, ma anche capacità trasversali. Le digital skill più richieste riguardano l’uso consapevole delle tecnologie digitali, la gestione dei dati, la conoscenza di strumenti di intelligenza artificiale, la sicurezza informatica, l’utilizzo di software avanzati e la capacità di innovare o automatizzare i processi.
Accanto a queste diventano decisive le soft skill: pensiero critico, problem solving, collaborazione, capacità di comunicare, adattabilità e apprendimento continuo. È questa combinazione tra competenze tecniche e capacità personali a rendere un profilo davvero spendibile nel mercato del lavoro.
Perché è importante per studenti, famiglie e docenti
Per gli studenti conoscere i fabbisogni del mercato del lavoro aiuta a scegliere con più consapevolezza. Digitale e green non sono percorsi separati: sempre più spesso si intrecciano. Scegliere indirizzi tecnico-scientifici, ITS Academy, percorsi universitari o professionalizzanti collegati a tecnologia, dati, energia, ambiente, automazione e servizi innovativi può aprire opportunità in molti settori. Per le famiglie accompagnare una scelta formativa significa guardare non solo al “lavoro di oggi”, ma alle competenze che serviranno domani. I dati Excelsior indicano che le imprese avranno bisogno di profili capaci di usare tecnologie, comprendere la sostenibilità e adattarsi ai cambiamenti. Orientare i ragazzi verso percorsi che sviluppano queste competenze significa aiutarli a costruire maggiore occupabilità. Per i docenti la scuola ha un ruolo decisivo nel collegare conoscenze, competenze e futuro professionale. L’orientamento può aiutare gli studenti a capire come materie scientifiche, tecniche, umanistiche e digitali possano tradursi in professioni concrete. Integrare cultura digitale, sostenibilità, educazione ai dati, uso responsabile dell’intelligenza artificiale e capacità progettuali significa preparare i giovani non solo a entrare nel lavoro, ma a partecipare attivamente alla sua trasformazione.
Fonte: Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior, Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine 2025-2029, pagine 12-33 https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/pubblicazioni/2025/report_previsivo_2025-29.pdf