Indagare il “divario di genere” è il primo passo per attivare politiche di orientamento atte a
rimuovere le condizioni di un gap strutturale nelle politiche formative. Il sostegno alla
formazione, al lavoro, all’imprenditorialità per il mondo femminile è fondamentale per una
strategia complessiva di eguaglianza di genere.
In tal senso, con questo articolo ci si vuole soffermare sull’importante studio di Almalaurea,
Rapporto di genere 2026 e sui servizi di Unioncamere – SNI per l’Imprenditoria Femminile
Il Rapporto di Genere 2026 di Almalaurea
Il documento si sviluppa in perfetta coerenza con gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030 e in continuità con le più recenti strategie dell’Unione Europea, tra cui la Gender Equality Strategy e il rafforzamento dello European Education Area. Queste linee guida internazionali riconoscono la riduzione delle disuguaglianze di genere come una condizione imprescindibile per uno sviluppo equo, sostenibile e basato sulla conoscenza.
Il Rapporto si inserisce nel solco di una consolidata tradizione di analisi empirica focalizzata sulle transizioni tra la formazione universitaria e il mercato del lavoro. L’obiettivo è offrire una lettura sistematica e integrata delle dinamiche di genere che influenzano le scelte formative, le esperienze maturate durante gli studi e gli esiti occupazionali nel medio periodo. I dati forniti sono uno strumento utile per comprendere la persistenza delle asimmetrie di genere e le modalità con cui si manifestano lungo i percorsi professionali, mantenendo un approccio analitico.
I dati confermano un trend storico: le donne costituiscono la maggioranza dei laureati, rappresentando quasi il 60% del totale nel 2024. Analizzando i diversi livelli di studio, la presenza femminile è così ripartita:
- Lauree magistrali a ciclo unico: 69,4%
- Lauree di primo livello: 59,4%
- Lauree magistrali biennali: 57,8%
- Dottorati di ricerca: 49,7%
Tuttavia, persiste un forte squilibrio nelle discipline scientifiche e tecnologiche (STEM), dove la presenza femminile è ancora contenuta (41,1%). Questo divario si acuisce nel dottorato di ricerca in ambito STEM (ingegneria e scienze di base), dove le donne scendono al 36,7%, a fronte di una quota superiore al 50% registrata in tutte le altre aree disciplinari.
Servizio Nuove Imprese – Imprenditoria Femminile
Il Programma Nazionale per l’Imprenditoria Femminile, ha tra i suoi obiettivi, quello di contribuire a ridurre il divario di genere promuovendo la partecipazione delle donne nelle STEM e favorendo la nascita e la crescita di imprese femminili ad alto contenuto tecnologico.
L’area tematica imprenditoria femminile dello SNI è ricompresa nel Programma nazionale e offre una panoramica completa di servizi, strumenti e opportunità per tutte quelle donne che cercano un sostegno per l’avvio di una nuova attività.
E’ dal 1999 con la nascita dei Comitati per l’imprenditoria femminile presso tutte le Camere di commercio in cui risiedono imprenditrici individuate dalle Associazioni imprenditoriali di categoria e dalle Organizzazioni sindacali che Unioncamere e il sistema delle camere di commercio supportano attivamente la partecipazione inclusiva delle donne al mercato del lavoro e dell’attività imprenditoriale.