Nel 2025 il turismo ha confermato un’elevata domanda di personale, soprattutto nella ristorazione e nell’accoglienza. Per entrare nel settore, però, alla preparazione tecnica devono affiancarsi esperienza, capacità relazionali, conoscenza delle lingue e attenzione alle trasformazioni digitali e green.
Camerieri, cuochi, baristi e addetti all’accoglienza restano le figure centrali per le imprese turistiche. Nel 2025 sono state programmate circa 401mila entrate per camerieri, oltre 232mila per cuochi in alberghi e ristoranti e quasi 183mila per baristi. La domanda è consistente, ma non sempre incontra un’offerta adeguata: per molte di queste professioni almeno un profilo su due risulta difficile da reperire e la ricerca può richiedere quattro o cinque mesi. Accanto ai mestieri più operativi emergono anche figure con competenze organizzative e gestionali, come addetti agli sportelli delle agenzie di viaggio, tecnici della produzione dei servizi e agenti di viaggio. La formazione professionale rappresenta il principale canale di ingresso: qualifiche e diplomi professionali sono richiesti per il 52% delle entrate, mentre il diploma di scuola secondaria superiore riguarda il 22,2% e i titoli terziari, lauree e ITS Academy, il 2,1%. Tra gli indirizzi più ricercati figurano ristorazione, trasformazione agroalimentare e servizi di promozione e accoglienza; tra i diplomi quinquennali spicca turismo, enogastronomia e ospitalità. Lauree economiche e percorsi ITS dedicati ai beni culturali e al turismo trovano invece spazio soprattutto nelle funzioni gestionali, nelle agenzie di viaggio e nei servizi più innovativi. Resta però aperta la sfida dell’aggiornamento. Nel turismo svolge attività di formazione il 39,9% delle imprese, contro il 48,8% del totale dei settori. Prevale l’apprendimento sul lavoro: l’affiancamento è utilizzato dal 17,3% delle imprese turistiche, mentre corsi interni ed esterni risultano meno diffusi. Questa modalità facilita l’inserimento rapido, soprattutto durante i picchi stagionali, ma rende ancora più importante costruire percorsi formativi continui e riconoscibili. Oltre otto entrate su dieci riguardano attività basate su procedure consolidate, ma nelle agenzie di viaggio e nei ruoli di progettazione cresce lo spazio per creatività, personalizzazione dell’offerta e uso dei canali digitali. In tutto il settore restano decisive la comunicazione, le lingue straniere e le competenze interculturali; aumentano inoltre l’attenzione al risparmio energetico e la capacità di gestire prodotti e tecnologie green. Lavoro di gruppo, flessibilità e adattamento completano il profilo richiesto dalle imprese. Per gli studenti, questi dati mostrano che il turismo offre diversi accessi professionali, ma richiede di sperimentare sul campo le proprie attitudini e di continuare a imparare. Per le famiglie, è importante valutare non soltanto le opportunità occupazionali, ma anche la qualità dei laboratori, dei tirocini e dei rapporti tra scuola e imprese. Per i docenti, il settore consente di collegare lingue, competenze digitali, sostenibilità e conoscenza del territorio a esperienze concrete di orientamento, aiutando i giovani a scegliere oltre gli stereotipi.
Fonte: Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior, Imprese del turismo. I fabbisogni professionali e formativi, indagine 2025, pp. 45-52 https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/pubblicazioni/2025/Turismo.pdf