Nel 2025 le qualifiche e i diplomi professionali sono i titoli più richiesti dalle imprese: circa 2,3 milioni di entrate programmate, pari al 39,6% del totale. Dalla ristorazione alla logistica, dalla meccanica all’edilizia, la formazione professionale offre percorsi concreti per entrare nel lavoro con competenze pratiche, tecniche e sempre più ricercate.
La formazione professionale non è una scelta “di serie B”. È uno dei percorsi più vicini al lavoro reale e oggi rappresenta una risposta concreta a una domanda crescente delle imprese: trovare giovani preparati, motivati e capaci di imparare facendo.
Secondo i dati del Sistema Informativo Excelsior 2025, le imprese programmano circa 2,3 milioni di entrate per persone con qualifica o diploma professionale. È la quota più alta tra i livelli di istruzione: 39,6% del totale, più dei diplomi quinquennali, che si fermano a 1,337 milioni di entrate pari al 23%.
Gli indirizzi più richiesti raccontano bene dove si concentrano le opportunità. Al primo posto c’è la ristorazione, con 451.860 richieste, seguita da sistemi e servizi logistici con 264.760, meccanico con 222.260, trasformazione agroalimentare con 186.730 e servizi di vendita con 183.940. Seguono anche amministrativo-segretariale, promozione e accoglienza, edilizia, agricoltura, benessere, elettrico, riparazione dei veicoli e impianti termoidraulici.
Il bisogno di qualificati e diplomati professionali è forte soprattutto nel turismo, con oltre 608mila entrate previste, nell’industria manifatturiera con quasi 369mila, nel commercio con circa 329mila, nelle costruzioni con oltre 252mila e nei servizi alle imprese con 229.500 richieste.
C’è poi un dato che parla direttamente agli studenti: molti mestieri tecnici e artigianali sono difficili da trovare. Le imprese segnalano forti difficoltà di reperimento per figure come verniciatori, saldatori, meccanici, idraulici, elettricisti, installatori di infissi, conduttori di gru e montatori di carpenteria metallica. In diversi casi la difficoltà supera il 70% e arriva all’82% per i verniciatori.
Il motivo principale? Nel 64,3% dei casi le imprese indicano un numero troppo ridotto di candidati. Nel 27,1% segnalano invece una preparazione non adeguata. Questo significa che chi sceglie un percorso professionale e lo affronta con serietà può trovare spazi reali di inserimento.
Ma il lavoro non richiede solo saper usare strumenti e macchine. Le competenze più richieste sono anche personali e trasversali: flessibilità e adattamento per il 62,4% delle entrate, capacità di lavorare in gruppo per il 51,5%, autonomia, problem solving e comunicazione. Cresce inoltre il peso delle competenze green: il 40,3% delle entrate richiede attenzione al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale, mentre il 16,8% riguarda la gestione di prodotti e tecnologie green.
Dopo la qualifica o il diploma professionale non c’è una sola strada. Si può entrare nel mondo del lavoro, proseguire con percorsi di specializzazione IFTS o scegliere gli ITS Academy, scuole ad alta specializzazione tecnologica molto collegate alle imprese.
Per gli studenti, la formazione professionale può essere il modo più diretto per trasformare attitudini e passioni in competenze. Per le famiglie, è un percorso da guardare con attenzione, superando vecchi stereotipi. Per i docenti, è una leva importante di orientamento: aiuta a collegare studio, laboratori, esperienze in azienda e futuro professionale.
Fonte: Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior 2025, Formazione professionale e lavoro. Gli sbocchi lavorativi per le qualifiche e i diplomi professionali nelle imprese, pagine. 12-26 https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/pubblicazioni/2025/Formazione_professionale_e_lavoro.pdf ; Skuola.net: https://checifacciocoldiploma.skuola.net/