L’intelligenza artificiale sta entrando nelle imprese italiane e sta cambiando le competenze richieste dal mercato del lavoro. Secondo Excelsior 2025, il 72% delle imprese ha investito nella trasformazione digitale e il 12,4% utilizza già tecnologie di IA, quota che sale al 47,5% tra le grandi aziende.
L’intelligenza artificiale non è più una tecnologia riservata ai laboratori di ricerca o alle grandi aziende tecnologiche. Sta diventando uno strumento sempre più presente nelle imprese italiane e sta cambiando le competenze richieste a chi entrerà nel mondo del lavoro nei prossimi anni.
I dati del Sistema Informativo Excelsior 2025 mostrano che il 72% delle imprese italiane ha investito nella trasformazione digitale, adottando nuove tecnologie, riorganizzando i processi interni o sviluppando nuovi modelli di business basati sul digitale. Nei settori più innovativi, come i servizi finanziari, le telecomunicazioni e i servizi avanzati alle imprese, la quota supera addirittura l’87%.
Anche l’intelligenza artificiale sta accelerando la sua diffusione. Oggi il 12,4% delle imprese italiane utilizza già tecnologie di IA, ma la percentuale sale al 47,5% tra le grandi aziende con oltre 500 dipendenti. Nei servizi informatici e delle telecomunicazioni l’adozione raggiunge il 43,2%, mentre nei servizi avanzati alle imprese supera il 31%.
Le applicazioni più diffuse riguardano la gestione dei clienti, utilizzata dal 43,6% delle imprese che adottano l’IA, il marketing digitale e l’e-commerce (31,3%), l’analisi documentale (30,4%) e la sicurezza informatica (19,5%). L’intelligenza artificiale sta quindi entrando nelle attività quotidiane delle organizzazioni e non solo nelle funzioni tecniche o specialistiche.
Di fronte a questa trasformazione cresce la richiesta di competenze digitali. Le imprese cercano sempre più persone capaci di utilizzare strumenti digitali, interpretare dati, collaborare attraverso piattaforme online e contribuire all’innovazione dei processi. Eppure, il nostro Paese continua a scontare un ritardo importante: meno della metà degli italiani possiede competenze digitali di base e gli specialisti ICT rappresentano appena il 4% degli occupati.
È proprio qui che si apre una grande opportunità per le nuove generazioni. Le aziende faticano a trovare profili adeguatamente preparati e la domanda di competenze digitali continua a crescere. Per gli studenti significa poter investire su competenze che saranno sempre più richieste in qualsiasi settore professionale. Per le famiglie significa orientare le scelte formative verso percorsi capaci di sviluppare conoscenze tecnologiche, scientifiche e digitali. Per i docenti significa accompagnare i giovani nella comprensione di strumenti che stanno trasformando il lavoro, l’economia e la società. Perché il vero vantaggio competitivo del futuro non sarà soltanto conoscere l’intelligenza artificiale, ma saperla utilizzare con consapevolezza, spirito critico e capacità di innovazione.
FONTE: Unioncamere, Le competenze digitali. Analisi della domanda di competenze digitali nelle imprese – Indagine 2025, pagine 29-33 https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/pubblicazioni/2025/Competenze_Digitali_2025.pdf